un fiero condottiero che per
primo abitò queste mie mura. Da allora ne ho viste
di cose. Rammento Dante che scrisse nella sua commedia un indimenticabile
incipit: La bocca sollevò dal fiero pasto
per raccontare la
triste fine del Conte Ugolino in unaltra casa torre, a pochi metri
da me.
Ricordo il Vasari che ridisegnò la piazza delle Sette Strade e unì
la casa torre del Conte con quella a fianco creando un arco. Lì mise
un orologio che qualcuno ha voluto che diventasse il mio nome. Decorò
poi lantico palazzo civico. Così nacque Piazza dei Cavalieri.
Uno spazio di rara suggestione che gareggia in bellezza con la più
celebre piazza dei Miracoli.
Qui, nel centro della città universitaria, sono passati migliaia
di studenti alcuni dei quali hanno poi fatto la storia della cultura e del
progresso dellumanità.
Tra i tanti, rammento, con particolare affetto, un giovine tenero e gracile
che vedevo, ad una finestra proprio di fronte alle mie. Stava coperto da
uno scialle e scriveva versi destinati a rimanere immortali: Silvia rimembri
ancora/ quel tempo della tua vita mortale...
Si chiamava Giacomo Leopardi.
Ora sto preparandomi ad accogliere molti ospiti e, finalmente, potrò
raccontare queste ed altre storie ai tanti nuovi amici che decideranno di
dimorare nelle mie belle stanze. |
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